
Quando apro un manoscritto, le prime 10–15 pagine mi dicono quasi tutto: voce, ambizione, problemi ricorrenti. La bella notizia? La maggior parte dei “difetti di bozza” si risolve con metodo. Qui sotto trovi i 10 errori che vedo più spesso, con esempi pratici.
1) Incipit debole: troppo preludio, poca promessa
Sintomo: lunghi prologhi, meteo, riflessioni astratte, personaggi che “pensano” prima ancora di volere qualcosa.
Perché è un problema: il lettore cerca subito una promessa narrativa (chi? cosa vuole? cos’è in gioco?).
Come lo risolvo
- Entro in scena vicino all’evento che sposta gli equilibri (trigger).
- Formulo una micro-domanda entro la prima pagina: “riuscirà X a…?”
- Riduco il preambolo a 2–3 frasi massime, oppure lo riservo più avanti.
Prima: “Era una mattina grigia. Marco rifletteva sul senso della vita…”
Dopo: “Alle 8:07 il portafoglio di Marco non era più nella tasca. Alle 8:08 il suo appuntamento con la banca.”
2) Punti di vista ballerini (head-hopping)
Sintomo: nella stessa scena salti dalla testa di A a quella di B senza un motivo.
Perché è un problema: spezza l’immersione e diluisce la tensione.
Come lo risolvo
- Regola della telecamera sulla spalla: per ogni scena, un solo POV.
- Se serve cambiare POV, stacco di scena chiaro (spazio/asterischi/capitolo).
- Verifica: ogni frase deve poter essere percepita dal personaggio-filtro.
Prima: “Luca si sentì un idiota. Sara capì che mentiva.”
Dopo (POV di Luca): “Luca si sentì un idiota. Sara non sbatté neppure le palpebre: troppo calma.”
3) Tempi verbali incoerenti
Sintomo: passato remoto e presente che si inseguono senza criterio; flashback confusi.
Perché è un problema: la cronologia diventa fangosa e il lettore perde orientamento.
Come lo risolvo
- Scegli un tempo dominante (presente o passato) e applicalo al 95% della narrazione.
- Per flashback: marcatori chiari d’ingresso/uscita, imperfetto per lo sfondo, passato prossimo/remoto per gli eventi.
- Passata “tecnica”: evidenzio i verbi e controllo la consecutio.
Esempio
- “Ieri va al mercato e compra” → “Ieri andò al mercato e comprò”.
4) “Tell” che soffoca lo “show” (e i filtri percettivi)
Sintomo: spiegazioni su stati emotivi (“era triste”), verbi-filtro (“vide”, “sentì”, “notò”) usati a tappeto.
Perché è un problema: la pagina suona piatta e distante.
Come lo risolvo
- Mostro indicatori concreti (gesti, micro-azioni, ambiente che reagisce).
- Elimino i filtri quando la focalizzazione è già chiara.
Prima: “Vide un cane spaventoso e provò paura.”
Dopo: “Il cane ringhiò. Le chiavi tintinnarono nella mano di Marta.”
5) Dialoghi didascalici e punteggiatura incerta
Sintomo: personaggi che si spiegano la trama; battute tutte uguali; virgolette miste; segni di dialogo all’americana in un testo in italiano senza coerenza.
Perché è un problema: il dialogo dovrebbe rivelare carattere e conflitto, non fare da riassunto.
Come lo risolvo
- Taglio le frasi informative che i personaggi già sanno.
- Alterno battute e azioni minime (beat) per ritmo e sottotesto.
- Scelgo uno standard e lo rispetto (in italiano: spesso «caporali» o “virgolette alte”).
- Evito avverbi nei dialoghi (“disse freddamente”): meglio un gesto.
Prima
«Come sai, fratello, il padre è partito ieri per Londra alle 15:30.»
Dopo
«Papà ha lasciato il biglietto sul tavolo.»
Lui non lo tocca. «Quindi è vero.»
6) Personaggi piatti (assenza di desiderio, paura, scelta)
Sintomo: protagonisti che “subiscono la trama”, antagonisti cattivi “perché sì”.
Perché è un problema: senza desiderio non c’è direzione; senza paura non c’è costo; senza scelte non c’è arco.
Come lo risolvo
- Definisco per ogni personaggio chiave: Desiderio, Paura, Punto di rottura (la scelta che costa).
- In ogni scena: Obiettivo + Ostacolo + Esito (positivo/negativo/misto).
- Tolgo le scene dove il protagonista non vuole nulla.
Mini-scheda
- Desiderio: “ottenere il posto”
- Paura: “non valere abbastanza”
- Scelta: “mentire al colloquio o ammettere l’errore”
7) Ritmo sbilanciato: infodump e retrospettive-blocco
Sintomo: pagine di storia del mondo, genealogie, spiegoni tecnici piazzati tutti insieme.
Perché è un problema: azzera la tensione.
Come lo risolvo
- Spalmare le informazioni in micro-dosi legate a un’azione.
- Uso la regola 80/20: 80% scena in presa diretta, 20% sommario/retrospettiva.
- “Solo quando serve, solo quanto serve”.
Prima: tre pagine sulla guerra del Regno.
Dopo: il soldato non trova proiettili compatibili: capiamo in azione che gli arsenali sono cambiati dopo la guerra.
8) Frasi fiume e punteggiatura traballante
Sintomo: frasi di 5 righe, virgole tra soggetto e verbo, punti e virgola a caso, pleonasmi.
Perché è un problema: affatica e confonde.
Come lo risolvo
- Una idea → una frase. Se leggo senza fiato, spezzo.
- Virgola mai tra soggetto e verbo (in italiano standard).
- Leggo ad alta voce: dove inciampo, c’è un problema.
- Passata “Kondo”: elimino parole che non aggiungono senso (proprio, praticamente, in qualche modo…).
Prima: “Lui, capì, improvvisamente, che in realtà, forse, era tardi.”
Dopo: “Capì all’improvviso che era tardi.”
9) Lessico inflazionato: aggettivi, avverbi, cliché, metafore miste
Sintomo: due aggettivi per sostantivo, avverbi a pioggia, “cuore che esplode”, “occhi come stelle”, metafore che si intralciano.
Perché è un problema: il linguaggio perde precisione e originalità.
Come lo risolvo
- Sostantivi e verbi forti al posto di aggettivi e avverbi.
- Caccia ai cliché: se suona già sentito, sostituisco o taglio.
- Una metafora per volta, coerente con il campo semantico della scena.
Prima: “Gridò fortissimamente con voce incredibilmente arrabbiata.”
Dopo: “Spaccò il bicchiere sul lavello.”
10) Coerenza interna e buchi di trama
Sintomo: oggetti che appaiono/scompaiono, età che non tornano, regole del mondo infrante a convenienza.
Perché è un problema: rompe il patto di fiducia.
Come lo risolvo
- Bibbia di progetto: timeline, mappa luoghi, regole del mondo, schede personaggi.
- Controllo incrociato causa→effetto per ogni svolta di trama.
- “Test dell’avvocato del diavolo”: come smonterei questa scena se non fossi l’autore?
La mia procedura di revisione (che puoi replicare)
- Passata strategica (15–20 pagine): individuo i 2–3 problemi dominanti.
- Macro-editing: lavoro su struttura, POV, ritmo, personaggi (niente fino a virgole e lessico).
- Meso-editing: scene e transizioni; accorcio, sposto, fondo o elimino.
- Micro-editing: stile frase per frase, punteggiatura, lessico.
- Prova a voce alta + lettore zero con domande chiuse (“dove hai posato il libro?”).
Errori “bonus” che valgono oro quando li eviti
Indice di leggibilità ignorato: alterna lunghezze frasali, paragrafi ariosi.
Sinossi assente o confusa quando invii a un editore/agenzia.
Formattazione anarchica (font strani, rientri casuali): pulizia = rispetto del tempo altrui.
In conclusione, nessun manoscritto è “sbagliato” in sé: è solo in una fase del suo percorso. L’editing non è una gomma che cancella, è una lente che mette a fuoco. Se inizi dalle priorità (POV, obiettivi dei personaggi, ritmo) e chiudi con la cesellatura (lessico, punteggiatura), vedrai il testo respirare.
Se vuoi, posso prendere un tuo capitolo e mostrarti dove intervenire e come, con una scheda pratica scena per scena. Contattami!
Lascia un commento