ERA MIA MADRE, disponibile in pre-order

Uscirà il 19 ottobre ERA MIA MADRE, il mio ultimo libro, ma è già disponibile in pre-order.

Un libro a me molto caro, liberamente ispirato alla vita di mia madre. Un libro che parla del sud, di rinunce e di sconfitte ma anche di grande forza di volontà e di riscatto. Un libro che ho deciso di pubblicare solo dopo dieci anni dalla prima stesura e dalla sua scomparsa. Un libro che mi ha tolto il sonno, mi ha fatto versare lacrime, mi ha spinto con forza nel passato e mi ha fatto riemergere più forte. Perchè la scrittura ha un potere catartico e ti salva. Ti salva sempre.

Buona lettura!

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Raccontami di te

Raccontami di teRACCONTAMI DI TE – UNA STORIA D’AMORE INTENSA E COMMOVENTE

Come mi piace dire ora RACCONTAMI DI TE non è più mio, ma vostro! ❤

TRAMA:
Amira è una giovane donna che decide di dare una svolta alla sua vita e parte per l’America portando con sé tutti i sogni e le speranze di chi arriva in un nuovo paese. In California la ragazza riesce subito ad ambientarsi, a farsi nuovi amici, grazie anche al suo carattere amabile. Un giorno incontra Steve, un ragazzo americano dagli occhi verdi, iscritto alla facoltà di giornalismo della UCLA, dove lei frequenta un corso di inglese. Un incontro che, Amira non lo sa, segnerà per sempre la sua vita.
Steve e Amira si frequentano, cominciano a provare forti emozioni l’uno per l’altra senza sapere che il loro tempo è limitato e che il destino ha in serbo qualcosa di imprevedibile.
Amira all’improvviso è costretta a ritornare in Italia e a rinunciare a tutti i sogni in cui aveva cominciato a credere e, soprattutto, a Steve.
Resterà legata al suo ricordo per anni, senza riuscire a liberarsene, ma potrà l’amore sopravvivere davvero al tempo e alla distanza?
Dopo molti anni, e nuovi amori, Steve e Amira un giorno si ritrovano per uno strano scherzo del destino sotto lo stesso cielo italiano… Riusciranno a trovare il coraggio e la forza di vivere il loro amore questa volta?

http://www.amazon.it/Raccontami-di-te-Emiliana-Erriquez-ebook/dp/B017R3QFWY/ref=sr_1_3?ie=UTF8&qid=1447158177&sr=8-3&keywords=raccontami+di+te

“Un libro che racconta la forza dell’amore, pieno di emozioni, un’alchimia meravigliosa e descrizioni vivide.” Recensore USA

“Commovente e intenso, questo libro  esplora i se della vita, insieme alle seconde posssibilità” Recensore USA

“Bellissimo, intenso, meraviglioso!” Recensore ITA

RECENSIONE A CURA DEL BLOG LETTERARIO SOGNANDO TRA LE RIGHE:

Con questo romanzo,  Emiliana Erriquez offre uno sguardo maturo e un po’ fatalista sull’ amore travolgente.    Quello incompiuto, inestinguibile poichè  cristallizzato nella sua perfezione ideale e quindi vissuto e rivissuto  nella mente; quello svanito, portato via da scelte  non fatte, da coraggio mancato o da una serie di coincidenze  sfortunate che a volte decidono al posto di un individuo e che hanno ripercussioni sull’ intera sua esistenza futura.

Questi  sono alcuni degli  spunti di riflessione ed emotivi di un poliedrico romanzo struggente,  permeato di passione latente, di  nostalgia, di malinconia: stati d’animo   ai quali non si riesce sempre a dare un senso  logico e a trovare un rimedio, troppo spesso  legati al “ se avessi agito così”, ” se avessi detto questo”.
Il  libro ripercorre la storia di Steve e di Amira e tutto quello che e c’è stato e non c’ è stato tra loro,  tutto quello che è stato detto e non detto, vissuto o solo desiderato.
Fa male riandare con il pensiero a quello che pareva un incastro perfetto,  a quella connessione irripetibile che ancora graffia e  mozza il respiro  dopo molti anni  ,  e nel frattempo vivere la propria vita e sperimentare altri rapporti; l’ incompiutezza proprio quando tutto sembrava magico   rende il rapporto tra i due primattori   un coltello nella piaga che pungola per  anni e anni e che impedisce loro di godere appieno di altre emozioni. Quel che non si è mai evoluto,  non si  è sciupato;  e per questo  i protagonisti si chiedono immancabilmente “come sarebbe stato se”.. , e rincorrendosi  tra Stati Uniti e Italia sul filo del telefono, del web,  quindi incontrandosi  di persona,   giungono  a risolvere il loro legame arrivando a conclusioni  e a scelte che comunque declinate  hanno   le sembianze dell’ Amore.

“Quando le persone che ami fanno delle scelte che tu non faresti, questo ti fa preoccupare…” “Ma quando le persone che ami fanno scelte in cui credono, questo dovrebbe indurti a essere felice per loro.”

Emiliana Erriquez si giostra abilmente  tra parole ed emozioni,  tra incertezza e ambiguità, consapevolezze e sensi di colpa:  ecco un pensiero che affiora quando meno te l’ aspetti,  distanze che si annullano attraverso  piccole frasi e grandi bugie, distacchi  fisici e spirituali seguiti da  imprevedibili  riavvicinamenti.

Ogni lettore ha la propria storia nel cassetto e la propria  sensibilità,  e  ha modo di  ponderare reazioni, formarsi  opinioni e compiere scelte virtuali che possono discordare da quelle di Steve e Amira, ma che lo portano immancabilmente   alla conclusione che nella vita certi treni si prendono e altri si perdono, e che  in alcuni casi,   qualsiasi sia l’ alternativa, qualcuno deve soffrire.

Emiliana Erriquez parla con passione e verità di due tipi di amore distinti , quello destabilizzante e quello rassicurante  rappresentato  da due personaggi che più che secondari considero alter ego:  le dinamiche relazionali vengono affrontate senza giudicare, senza  indirizzare il lettore verso  un’ opzione, bensì  permettondogli di soppesare le considerazioni ambivalenti di due persone che si sono trovate, sono unite da un filo sottile e invisibile  che  non si è spezzato nel tempo, e si trovano di fronte a dilemmi difficili da superare.
Un libro complesso emotivamente che può ispirare veri e propri   trip mentali:  con tanto di   Pearl Jam in sottofondo dal prologo ai titoli di coda, Raccontami di te   culla il lettore  tra  ricordi piacevoli  e amara nostalgia,  dolcezza dell’ amore trovato e  rimpianto dell’amore perduto. Sono sicura che le lettrici più romantiche troveranno questo romanzo irresistibile.

TROVATE LA RECENSIONE QUI: http://sognandotralerighe.blogspot.it/2015/11/raccontami-di-te-emiliana-erriquez.html

Vivere scrivendo… per trattenere chi se ne va

writing-828911_960_720Ci sono ferite che ti restano dentro, e tu sei lì a chiederti perché la vita abbia deciso di prenderti a schiaffi, di buttare all’aria ogni tua certezza. A volte il tempo sembra allungarsi, e nella sua estensione, appare sempre uguale. Ti lasci cullare dall’illusione che nulla cambierà, che i giorni che verranno saranno sempre migliori, ma poi arriva il momento in cui sai che avresti dovuto dare retta a Eraclito: Panta Rei. Perché tutto scorre, a costo di travolgere il tuo mondo, tutto cambia, e non c’è modo di sottrarsi. Quello che conta, allora, è avere un’ancora di salvezza. La vita è un uragano, ti devasta e incurante si porta via pezzi di te che hai sempre dato per scontato. Ti sbatte sulle onde come fa un mare in tempesta con una barca alla deriva, fatta solo di legno. E a volte è proprio così che ti senti, una fragile barca che si aggrappa ad un equilibrio precario, quasi sempre sul punto di rovesciarsi.

Poi analizzi la tua vita, torni a ritroso nel tempo e ti rendi conto che forse chi diceva che eri forte aveva ragione. Sei riuscita a superare situazioni che avrebbero potuto spezzarti, oscurarti l’anima, situazioni che invece ti hanno solo piegato. Ma avevi la tua ancora a cui aggrapparti. Certo, ti hanno anche sottratto sorrisi, regalato notti tormentate, portato quasi a credere che il domani avrebbe avuto un sapore diverso. Eppure sì, sei stata forte. Magari non abbastanza, magari a volte in modo più consapevole di altre, magari tra una lacrima asciugata di nascosto e un sorriso forzato. Sei stata forte, anche a costo di perdere te stessa in certi giorni, in certi momenti. Anche a costo di smarrirti nella angosciosa sequela di ricordi che, vigliacchi, ti aggredivano senza scampo.

Sei stata forte. Come quando hai visto tua madre ammalarsi di cancro e vissuto sulla tua pelle la disperazione della persona che ti ha messo al mondo e hai visto l’alieno – come lo chiamava la Fallaci a ragion veduta – consumarla giorno dopo giorno, trasformarla. Come quando l’hai sentita piangere – proprio tua madre che non lo faceva mai – e hai toccato la sua spalla che sussultava, realizzando all’improvviso tutta la fragilità di un animo fino a quel momento pieno di grinta e di coraggio. E allora, per non affondare, hai fatto l’unica cosa che ti veniva naturale sin dalle scuole medie: hai impugnato la tua penna preferita – una bic blu – e hai cominciato a riempire pagine e pagine di quaderni, liberando il cuore da quelle parole che chiedevano solo di uscire.

E forte lo eri davvero, a quel punto. Forte ti ci sentivi. Forte dovevi esserlo quando, ad ogni risveglio, il ricordo della malattia di tua madre ti scavava un buco dentro e dovevi trovare la voglia di alzarti per sorreggerla. Forte come quando la speranza si insinuava in te, lasciandoti credere che avrebbe potuto farcela, e poi all’improvviso la spietata lucidità e il senso della realtà che ti si era appiccato addosso, ti aggredivano, obbligandoti a considerare l’eventualità opposta perché storie di vite spezzate, interrotte, dove non c’era spazio per il domani, le vivevi ogni volta che accompagnavi tua madre e ve ne stavate sedute vicine, in silenzio, in quel corridoio del reparto oncologico di un vecchio e sgarrupato ospedale di provincia, con il cuore gonfio di paura e nella borsa solo il tuo blocco per gli appunti. Perché quello era l’unico modo che conoscevi, per essere forte. Per difenderti dalla vita e dalle sue aggressioni. E che ancora conosci. Scrivere, per sopravvivere al dolore.

Dopo anni poi, un giorno qualunque, di un’estate qualunque, ti capita di rimettere in ordine alcuni scatoloni, reduci stanchi dell’ennesimo trasloco da una parte all’altra del mondo. E spulciando tra vecchi articoli di giornali che hai scritto, souvenir della tua esperienza di vita americana, una spilletta in argento con la bandiera a stelle e strisce, cartoline spiegazzate e pendrive che contengono tutti i tuoi scritti, afferri un blocco di fogli tenuti con un elastico, ricoperti da un cartoncino arancione. Ti chiedi che cosa sia e perché sia lì, tra le tue cose. Lo apri, sfogli convulsamente quelle pagine di cui ti eri dimenticata.

Ma come ho fatto? Pensi. Come ho potuto dimenticarmene? E poi comprendi che, se hai rimosso, è perché faceva troppo male. Leggi le parole sui fogli bianchi, sottolineate, cancellate, corrette, le assorbi completamente in te.

Mamma, pensi con un nodo in gola. Sei tu, sei proprio tu.

Tra quelle pagine c’è l’anima di tua madre, che il cancro si è portata via anni prima, e una scrittura che stenti a riconoscere come tua ma che sai ti appartiene più di ogni altra cosa. E sai anche che non la lascerai più andare, che il tempo in fondo è un gran dottore e tutto può. Anche guarire il dolore e trasformarlo in una struggente malinconia mentre ti ritrovi, un giorno per caso, a editare quel vecchio manoscritto, decisa a pubblicarlo, nella casa in cui sei cresciuta. E il cuore ti si gonfia, di ricordi, di attimi dimenticati e rievocati.

E allora sorridi perché sì, la vita può essere dura, può toglierti le persone che ami, ma quando hai carta e penna con te, quando trovi il coraggio di raccontare, di raccontarti, allora quelle persone non se ne vanno. Le senti vivere e loro restano. Restano sempre e per sempre.

Il mare è sempre lì che ti guarda

Il mare è sempre lì che ti guardaOra non è più mio ma vostro… Spero che amerete la storia di Barbara e Chiara come la amo io! Buona lettura!

GENERE: Narrativa contemporanea
PREZZO: eBook 1,99 €
PAGINE: 167
TRAMA
Barbara e Chiara sono cresciute insieme, si conoscono dall’età di sei anni. Stessa scuola, stesse avventure, stessi problemi adolescenziali. Fino a quando Barbara non incontra Andrea, un uomo più grande che ha un tale ascendente su di lei da allontanarla dalla sua migliore amica. Dopo mesi Barbara e Chiara si rivedono e comprendono gli errori commessi, promettendosi tacitamente di non separarsi mai più. Sullo sfondo della campagna pugliese, in una incantevole Ostuni con il suo mare azzurro e le sue spiagge affollate, le due ragazze diventano insieme donne, si ritrovano sposate, Chiara persino in attesa del suo primo figlio.
Ma le cose sembrano cambiate, all’improvviso Chiara ha la sensazione che Barbara nasconda un segreto anche se non può immaginare quanto sia tragico. Con l’aiuto della sua amica, Barbara affronta quello che sembra il dolore più grande della sua vita prima che tutto all’improvviso cambi di nuovo e metta alla prova il suo equilibrio, la sua forza. Lottando per anni con i sensi di colpa, e i ricordi dolorosi che si affacciano in ogni momento della giornata, Barbara comprende quanto sia fortunata ad avere nella sua vita amore e dedizione, grazie a Chiara.Il messaggio che il libro vuol dare è uno solo: che nonostante la vita possa giocare brutti scherzi, c’è sempre qualcosa a cui aggrapparsi. Può persino accadere qualcosa che non ci aspettiamo ma – se non ci poniamo dei limiti – la vita può essere ugualmente gratificante e piena di sorprese.
Il mare è sempre lì che ti guarda disponibile online:

Perchè ho scelto di essere un’autrice indie

lasciami-stare-vecchia-copertinaCi ho provato. Ce l’ho messa tutta e alla fine un editore, la Giovane Holden Edizioni, ha creduto nel mio libro  e ha deciso di pubblicarlo. Dopo mesi passati a mandare il manoscritto a diverse case editrici, ho avuto qualche risposta affermativa. Alla fine ho scelto quella che potevo permettermi da un punto di vista finanziario, lo confesso, e che mi convinceva di più in quanto a serietà. Questo accadeva qualche anno fa.

Nel periodo successivo alla pubblicazione le copie vendute del mio libro ‘Lasciami stare’ non sono state particolarmente numerose. E’ stato fatto del buon marketing, ho fatto qualche presentazione, dalla Versilia al Salento, qualche apparizione nelle tv locali, interviste per quotidiani della mia città. A detta dell’editore aveva una buona trama, scritto molto bene ed era in grado di suscitare emozioni profonde. Quando ho letto le sue parole quasi volevo piangere. Che qualcuno, che non fosse mio parente, amico o conoscente, mi descrivesse come una buona ‘narratrice’ mi sembrava un sogno. Sai quando hai lottato tanto per qualcosa in cui credi e poi alla fine arriva quel momento tanto atteso e l’unica cosa che avverti è un immenso sollievo che ti sale dal cuore? Ero in uno stato di grazia tale che il resto non contava, i miei pensieri erano concentrati su un’unica idea: presto avrebbero pubblicato il mio libro. L’entusiasmo dell’editore misto al mio mi facevano ben sperare. Ma non erano ancora maturi i tempi perché una giovane scrittrice come me potesse sperare di arrivare a raggiungere un numero gratificante di lettori. Non c’erano Facebook, Twitter e Goodreads, Pinterest e non sapevo niente di viral marketing (in realtà sto ancora imparando…).

Perciò il mio libro è rimasto in vetrina, dopo i primi mesi di promozione e di commenti entusiasti dei pochi lettori che avevano avuto modo di leggerlo. Intanto il contratto era scaduto e i diritti sulla pubblicazione dell’opera che avevo concesso a Giovane Holden Edizioni erano tornati indietro. Ma ogni volta che passavo dalla vetrina il mio libro sembrava chiedermi una rinascita. Fino al giorno in cui ho incontrato Amazon. In quanto direttore di una testata online a carattere economico, in quel periodo avevo modo di monitorare l’arrivo del colosso americano in Italia. L’ho seguito attentamente, interessata come sono ad ogni cosa made in USA. Ho accolto il suo arrivo come una benedizione, soprattutto quando qualche mese fa Amazon ha aperto all’Italia il suo Kindle Direct Publishing program. Ho passato mesi a elaborare Lasciami starel’idea dentro di me. Desideravo dare nuova vita al mio romanzo che mi era costato tanta, ma tanta fatica, la cui genesi era durata anni e la stesura mi aveva tolto il sonno di parecchie notti. Chi scrive, sa benissimo di cosa parlo. E poi volevo dare un seguito a quell’avventura iniziata e interrotta. Avevo già un altro libro nel cassetto, che adesso è in fase di revisione.

Così a gennaio del 2012 l’ho fatto. Sono diventata una ‘indie author’- come si chiamano gli autori indipendenti – grazie ad Amazon. Mi sono auto-pubblicata. Ho pensato io all’impaginazione, alla revisione del testo, alla copertina. E’ un po’ presto per parlare di riscontri positivi, le vendite cominciano ad esserci. Se non altro ho modo di aumentare la mia presenza sul web, farmi conoscere pian piano. Ora vediamo cosa succede. Ho pensato bene, essendo anche una traduttrice, di tradurlo in inglese e poi affidarmi ad un editor, mia amica in Texas, perché possa correggerlo e lanciarlo sul mercato americano, molto più aperto all’ebook di quanto non lo sia il nostro Paese solo per il momento, spero. Sono fiduciosa in proposito, però.

Nel frattempo, lungi dall’aspirare al successo di John Locke o simili, mi adopero per imparare le diverse strategie del marketing, come curare un blog, leggere libri che siano attinenti a quello che ho sempre voluto fare: scrivere. E ancora una volta, è stata la terra dei sogni, l’America, che me ne ha dato la possibilità. Certo i modi in cui coltivare questa passione potrebbero essere infiniti, ma il mio è certamente made in USA.