A metà del sonno, una nuova storia con una lunga genesi

 

a metà del sonno ok ‘A metà del sonno’ nasce molti, forse troppi anni fa.

Non posso dire che si tratti di una storia nata dalla mia fantasia, quanto piuttosto ispirata a un evento realmente accaduto. Ma questo dovreste ormai averlo capito e cioè che per le mie storie traggo ispirazione dalla vita vera.

Uno dei protagonisti, che nel libro è lo zio Massimo, mi chiese tempo fa di scrivere la storia di sua nipote (che ho scelto di chiamare Ester). Gli ho promesso che lo avrei fatto, sentendomi in quel momento onorata di una simile richiesta.

Ho cominciato a fare ricerche, consultare documenti, libri scritti sull’argomento. Poi la vita ci ha messo lo zampino e nuovi sogni, progetti e un oceano sconfinato si sono messi di traverso tra me e quel libro che pure avevo cominciato a scrivere e che custodivo gelosamente in una cartella sullo schermo del mio pc.

É arrivato il momento di lasciar libera questa storia, che verrà pubblicata tra qualche settimana.

La mia speranza è di riuscire a trasmettere tutte le emozioni che i due protagonisti hanno provato e che io stessa ho sperimentato in prima persona relazionandomi con loro.

Come accade spesso, ho deciso di coinvolgere i miei amici e i miei lettori nella scelta della copertina. Il numero di partecipanti e l’entusiasmo dimostrato per questa iniziativa sono stati sorprendenti. Sorprese, queste, che scaldano il cuore e mi spingono a continuare.

Grazie a tutti!

 

 

 

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Non lasciarmi cadere

non lasciarmi cadereVi capita mai, mentre state scrivendo un libro, di trovarvi di fronte a nuovi personaggi che si intromettono nella vostra testa e di prepotenza vi spingono ad abbandonarlo per raccontare la loro storia?

Ero alle prese con Steve e Amira (due personaggi che adoro, protagonisti di RACCONTAMI DI TE) quando all’improvviso un mattino di novembre due nuovi nomi si sono presentati alla mia porta.

Lucia ed Emilio.

É stata così impossibile da ignorare la loro presenza da costringermi a mettere da parte per un po’ Steve e Amira per fare spazio a questa nuova storia. Una storia che ho deciso di intitolare ‘Non lasciarmi cadere’ – un titolo significativo, in grado di racchiudere tutto il tema del romanzo.

E così in questi giorni sono alle prese con due giovani, testardi e profondamente legati alla propria terra. Insieme lotteranno per una buona causa, difenderanno ciò che appartiene loro da decenni, senza lasciarsi intimidire da niente e nessuno.

Ma non vi dico di più…

Vi lascio con un po’ di suspense, dai, svelandovi solo la copertina. 🙂

 

 

 

Avrei potuto chiudere gli occhi per sempre

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“Quella sera compivo 28 anni… ho desiderato morire. Avrei potuto chiudere gli occhi per sempre. Volevo disperatamente una pace che non conoscevo. Distesa sul letto guardavo tra le lacrime il cielo blu, scuro, fitto. Poche stelle, puntini sfavillanti in apparenza immobili, la luce fioca della luna, troppo debole per dare luminosità alla stanza, alla mia vita, per dare speranza. A gambe aperte, mentre ti infilavi in me compiendo un gesto ignobile, ripetitivo, mi tenevi le mani bloccate perché in un attimo di sana ribellione avevo osato sfidarti. Ed ero ferma, il dolore mi scorreva tra le gambe, mi invadeva la mente, soffocava i miei gemiti di vita.

Io speravo di morire. Ho pregato di abbandonare la pena di quel corpo violato, di dimenticare la vita stessa. Librarmi in aria e raggiungere quel cielo che continuavo a guardare. Per un attimo mi sono vista dall’alto, ho osservato lo squallore della mia esistenza, il livore con cui mi trattavi, ti ho visto di spalle ficcato dentro me, ho visto me stessa che guardava in alto verso quelle stelle che avrebbero potuto salvarmi se solo tu avessi deciso di rinvigorire la tua forza, la tua violenza. Mi sono augurata che tu lo facessi. Volevo nascondermi, seppellirmi. Le lacrime sul collo, la tua umidità tra le gambe dolenti, gli occhi rivolti in alto.

Guarda in alto, mi ripetevo. Guarda in alto e ti salverai. Il mare è sempre lì che ti guarda

Se lo facevo, se guardavo in alto, se fingevo che tu non ci fossi, permettendoti di fare di me ciò che volevi, se non mi opponevo, se non mi ribellavo a te, ma mi mostravo docile, allora finivi in fretta. Ho guardato in alto, il cielo, il soffitto, tante volte in quei dieci anni. Per salvarmi, per sopravvivere a te perché nonostante il desiderio di morte, nonostante la stanchezza di vivere, l’istinto di conservazione mi tratteneva, mi inchiodava a quella vita, come un albero che piantava le sue radici fino a raggiungere la profondità della terra, fino a radicarsi in essa senza riuscire più a sottrarsi.

Tratto da ‘Il mare è sempre lì che ti guarda’ – Emiliana Erriquez

http://www.amazon.it/Il-mare-sempre-che-guarda-ebook/dp/B00XK2C77E/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1448458857&sr=1-1&keywords=il+mare+%C3%A8+sempre+l%C3%AC+che+ti+guarda

Perchè ho scelto di essere un’autrice indie

lasciami-stare-vecchia-copertinaCi ho provato. Ce l’ho messa tutta e alla fine un editore, la Giovane Holden Edizioni, ha creduto nel mio libro  e ha deciso di pubblicarlo. Dopo mesi passati a mandare il manoscritto a diverse case editrici, ho avuto qualche risposta affermativa. Alla fine ho scelto quella che potevo permettermi da un punto di vista finanziario, lo confesso, e che mi convinceva di più in quanto a serietà. Questo accadeva qualche anno fa.

Nel periodo successivo alla pubblicazione le copie vendute del mio libro ‘Lasciami stare’ non sono state particolarmente numerose. E’ stato fatto del buon marketing, ho fatto qualche presentazione, dalla Versilia al Salento, qualche apparizione nelle tv locali, interviste per quotidiani della mia città. A detta dell’editore aveva una buona trama, scritto molto bene ed era in grado di suscitare emozioni profonde. Quando ho letto le sue parole quasi volevo piangere. Che qualcuno, che non fosse mio parente, amico o conoscente, mi descrivesse come una buona ‘narratrice’ mi sembrava un sogno. Sai quando hai lottato tanto per qualcosa in cui credi e poi alla fine arriva quel momento tanto atteso e l’unica cosa che avverti è un immenso sollievo che ti sale dal cuore? Ero in uno stato di grazia tale che il resto non contava, i miei pensieri erano concentrati su un’unica idea: presto avrebbero pubblicato il mio libro. L’entusiasmo dell’editore misto al mio mi facevano ben sperare. Ma non erano ancora maturi i tempi perché una giovane scrittrice come me potesse sperare di arrivare a raggiungere un numero gratificante di lettori. Non c’erano Facebook, Twitter e Goodreads, Pinterest e non sapevo niente di viral marketing (in realtà sto ancora imparando…).

Perciò il mio libro è rimasto in vetrina, dopo i primi mesi di promozione e di commenti entusiasti dei pochi lettori che avevano avuto modo di leggerlo. Intanto il contratto era scaduto e i diritti sulla pubblicazione dell’opera che avevo concesso a Giovane Holden Edizioni erano tornati indietro. Ma ogni volta che passavo dalla vetrina il mio libro sembrava chiedermi una rinascita. Fino al giorno in cui ho incontrato Amazon. In quanto direttore di una testata online a carattere economico, in quel periodo avevo modo di monitorare l’arrivo del colosso americano in Italia. L’ho seguito attentamente, interessata come sono ad ogni cosa made in USA. Ho accolto il suo arrivo come una benedizione, soprattutto quando qualche mese fa Amazon ha aperto all’Italia il suo Kindle Direct Publishing program. Ho passato mesi a elaborare Lasciami starel’idea dentro di me. Desideravo dare nuova vita al mio romanzo che mi era costato tanta, ma tanta fatica, la cui genesi era durata anni e la stesura mi aveva tolto il sonno di parecchie notti. Chi scrive, sa benissimo di cosa parlo. E poi volevo dare un seguito a quell’avventura iniziata e interrotta. Avevo già un altro libro nel cassetto, che adesso è in fase di revisione.

Così a gennaio del 2012 l’ho fatto. Sono diventata una ‘indie author’- come si chiamano gli autori indipendenti – grazie ad Amazon. Mi sono auto-pubblicata. Ho pensato io all’impaginazione, alla revisione del testo, alla copertina. E’ un po’ presto per parlare di riscontri positivi, le vendite cominciano ad esserci. Se non altro ho modo di aumentare la mia presenza sul web, farmi conoscere pian piano. Ora vediamo cosa succede. Ho pensato bene, essendo anche una traduttrice, di tradurlo in inglese e poi affidarmi ad un editor, mia amica in Texas, perché possa correggerlo e lanciarlo sul mercato americano, molto più aperto all’ebook di quanto non lo sia il nostro Paese solo per il momento, spero. Sono fiduciosa in proposito, però.

Nel frattempo, lungi dall’aspirare al successo di John Locke o simili, mi adopero per imparare le diverse strategie del marketing, come curare un blog, leggere libri che siano attinenti a quello che ho sempre voluto fare: scrivere. E ancora una volta, è stata la terra dei sogni, l’America, che me ne ha dato la possibilità. Certo i modi in cui coltivare questa passione potrebbero essere infiniti, ma il mio è certamente made in USA.