Perchè ho scelto di essere un’autrice indie

lasciami-stare-vecchia-copertinaCi ho provato. Ce l’ho messa tutta e alla fine un editore, la Giovane Holden Edizioni, ha creduto nel mio libro  e ha deciso di pubblicarlo. Dopo mesi passati a mandare il manoscritto a diverse case editrici, ho avuto qualche risposta affermativa. Alla fine ho scelto quella che potevo permettermi da un punto di vista finanziario, lo confesso, e che mi convinceva di più in quanto a serietà. Questo accadeva qualche anno fa.

Nel periodo successivo alla pubblicazione le copie vendute del mio libro ‘Lasciami stare’ non sono state particolarmente numerose. E’ stato fatto del buon marketing, ho fatto qualche presentazione, dalla Versilia al Salento, qualche apparizione nelle tv locali, interviste per quotidiani della mia città. A detta dell’editore aveva una buona trama, scritto molto bene ed era in grado di suscitare emozioni profonde. Quando ho letto le sue parole quasi volevo piangere. Che qualcuno, che non fosse mio parente, amico o conoscente, mi descrivesse come una buona ‘narratrice’ mi sembrava un sogno. Sai quando hai lottato tanto per qualcosa in cui credi e poi alla fine arriva quel momento tanto atteso e l’unica cosa che avverti è un immenso sollievo che ti sale dal cuore? Ero in uno stato di grazia tale che il resto non contava, i miei pensieri erano concentrati su un’unica idea: presto avrebbero pubblicato il mio libro. L’entusiasmo dell’editore misto al mio mi facevano ben sperare. Ma non erano ancora maturi i tempi perché una giovane scrittrice come me potesse sperare di arrivare a raggiungere un numero gratificante di lettori. Non c’erano Facebook, Twitter e Goodreads, Pinterest e non sapevo niente di viral marketing (in realtà sto ancora imparando…).

Perciò il mio libro è rimasto in vetrina, dopo i primi mesi di promozione e di commenti entusiasti dei pochi lettori che avevano avuto modo di leggerlo. Intanto il contratto era scaduto e i diritti sulla pubblicazione dell’opera che avevo concesso a Giovane Holden Edizioni erano tornati indietro. Ma ogni volta che passavo dalla vetrina il mio libro sembrava chiedermi una rinascita. Fino al giorno in cui ho incontrato Amazon. In quanto direttore di una testata online a carattere economico, in quel periodo avevo modo di monitorare l’arrivo del colosso americano in Italia. L’ho seguito attentamente, interessata come sono ad ogni cosa made in USA. Ho accolto il suo arrivo come una benedizione, soprattutto quando qualche mese fa Amazon ha aperto all’Italia il suo Kindle Direct Publishing program. Ho passato mesi a elaborare Lasciami starel’idea dentro di me. Desideravo dare nuova vita al mio romanzo che mi era costato tanta, ma tanta fatica, la cui genesi era durata anni e la stesura mi aveva tolto il sonno di parecchie notti. Chi scrive, sa benissimo di cosa parlo. E poi volevo dare un seguito a quell’avventura iniziata e interrotta. Avevo già un altro libro nel cassetto, che adesso è in fase di revisione.

Così a gennaio del 2012 l’ho fatto. Sono diventata una ‘indie author’- come si chiamano gli autori indipendenti – grazie ad Amazon. Mi sono auto-pubblicata. Ho pensato io all’impaginazione, alla revisione del testo, alla copertina. E’ un po’ presto per parlare di riscontri positivi, le vendite cominciano ad esserci. Se non altro ho modo di aumentare la mia presenza sul web, farmi conoscere pian piano. Ora vediamo cosa succede. Ho pensato bene, essendo anche una traduttrice, di tradurlo in inglese e poi affidarmi ad un editor, mia amica in Texas, perché possa correggerlo e lanciarlo sul mercato americano, molto più aperto all’ebook di quanto non lo sia il nostro Paese solo per il momento, spero. Sono fiduciosa in proposito, però.

Nel frattempo, lungi dall’aspirare al successo di John Locke o simili, mi adopero per imparare le diverse strategie del marketing, come curare un blog, leggere libri che siano attinenti a quello che ho sempre voluto fare: scrivere. E ancora una volta, è stata la terra dei sogni, l’America, che me ne ha dato la possibilità. Certo i modi in cui coltivare questa passione potrebbero essere infiniti, ma il mio è certamente made in USA.

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